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*°~¤~°*°~¤~°*°~ ஜ DITELO A ELLEN ஜ~°*°~¤~°*°~¤~°Problemi di cuore... Mal d'amore? Sensazioni a pelle?... Allora... DITELO A ELLEN!
QUESTO BLOG NON E’ UN BORDELLO!!Questo BLOG non è un BORDELLO!!! È questa la cosa che mi viene da dire ai tanti, anzi, ai troppi internauti che inseriscono su Google le parolina chiave PUTTAN TOUR LECCE, oppure PUTTANE A LECCE, e che, con tante aspettative e carichi di libido, approdano sul mio blog. SORPRESA!... Mi spiace per voi, ma non ci sono foto di donnine nude e numeri di telefono di esotiche donne tettute! Prima di scrivere questo post stavo pensando addirittura di descrivere gli itinerari dei tanto famosi puttan-tuor, ma poi ho letto da qualche parte “organizzare o anche solo agevolare il lavoro delle prostitute è illegale, perfino se lo si fa senza alcun profitto personale (reato di favoreggiamento della prostituzione)”… è vero che certe volte le mia amiche mi chiamano zoccola, però questo mi sembrava troppo! Quindi miei cari un ultimo avvertimento… se riuscite a trovare le donnine, e non credo sia tanto difficile a Lecce, se vi fermate, e siete liberissimi di farlo, caricatevi una donnina almeno, non state li come tanti coglioni a sfottere e ridere con gli amici… perché innanzi tutto le ragazze stanno lavorando, se così si può dire, e poi bloccate il traffico… e Dio solo sa quante bestemmie lancio quando trovo trogloditi alla guida di auto ferme al centro della strada con quell’intento. Detto questo, vi ricordo che andare a prostitute non è reato, ma ci sono tutte le sanzioni accessorie nelle quali potreste incorrere, ma sopratutto alimentate il mercato della prostituzione che sta dietro alla criminalità organizzata ecc ecc. Ascoltate me… stasera quando chiudete il pc fate una carezza a vostra moglie o alla vostra ragazza e se proprie siete dei ragni (che non vi s’incula nessuna) tiratevi un SEGONE e pace! Sinceramente Falsa, Ellen ELLEN INTERSVISTA LA COSASfreccio a tutta velocità sulla mia bicicletta rosa fra le stradine di Lecce in direzione piazza S. Oronzo quando, in una mise fin troppo formale, un livello etilico nel sangue a prova di polizia, con la gonna che svolazza, i capelli al vento e il campanello che trilla ad ogni bella presenza incrociata sulla strada, sento suonare il mio telefono. Metto alla prova tutta la mia bravura di artista circense mancata, prendo il telefono con una mano, mentre con l’altra reggo in equilibrio la bicicletta, cercando di scansare giovani vecchi cani e gatti, bancarelle di senegalesi, artisti di strada e un mimo brutto come la morte. – Pronto? – dico senza guardare il display. È la Nana che dopo i saluti comincia – Ascolta, ma Alice lavora all’Ipercoop? Sorrido all’idea di mia sorella nelle vesti di commessa poi attacco con secco – NO… perché? - come no?- risponde la Nana dall’altra parte - senti... lo saprei se mia sorella facesse la... c..... c..... c..... non riesco neanche a dirlo... insomma la ragazza che sistema gli scaffali – dico scansando l’ennesima presenza - sicura? – insiste la Nanerottola – io so che lavora all’Iperccop - ma che diciiiiiiii… - dico infastidita capendo che non è uno scherzo e che la Nana pensa sul serio che mia sorella lavori all’Iperccop - Se, vabbè… - dice per ripicca - Naaaaaaaaaaaaaa…. eeeeeeeeeeei non mi fare arrabbiare – dico alterata – Io una sorella commessa non la voglio!! Senti, ma chi te lo ha detto?... - …Ma se lo vista io… - dice quella perfida A questo punto parte l’escalation della mia ira – seeee… bella, ti sei sbagliata! Ma ti sei arrabbiata con l’oculista? - tu sei sicuro che lavora dove pensi? – incalza ancora la Nana – Può essere che ti sbagli tu… e la copri!!! - Lei non lavora… ha ripreso a studiare al dams… Storia dello spettacolo – dico con la bavetta alla bocca in uno stato di ira paragonabile solo a quello di Loretta Gocci, quando in direttissima su rai 1 alla presentazione di Miss Italia si congedò dal pubblico dopo i dissapori con il buon Mike Buongiorno – È mia sorella. È ovvio che lo so! - Ma tanto anche se si viene a sapere che lavora la, che fa?... – dice la Nana come se fosse una cosa naturale, poi continua imperterrita - non può essere una sosia?… Ma a quelle parole non la sopporto più. L’ira era arrivata ai limiti accettabili… me lo sentivo, stavo per sbranarla al telefono e se l’avessi incontrata l’avrei messa sicuramente sotto con la bicicletta e tutto questo con un livello etilico nel sangue ai minimi storici! Le chiudo il telefono in faccia dopo aver simulato una interferenza sulla linea. Lascio la bicicletta sul parcheggio rosa, che a Lecce è riservato alle “donne incinta grosse”, pensando a mia sorella che sarebbe stata soprannominata Alice Ipercoop, proprio come Matilde che poverina neanche la morte le toglierà quel nik. Mi guardo intorno per cercare la Cosa quando mi sento afferrare da dietro e gridare nell’orecchio – Bellaaaaaa!!! Salto dalla paura e dall’alto delle mie infradito col tacco, in un equilibrio precario vedo quella Cosa birichina che sogghigna. - Io non riderei se fossi in te… sono così incazzata e sobria che sarà l’intervista più cattiva della mia vita! La Cosa indietreggia, poi sorride pensa che sto scherzando e mi chiede di andare al ristorante. Offre lei! Sorpresa da tale intraprendenza chiedo in quale prelibato posto mi vuole portare, ma pochi istanti dopo, scopro con dispiacere che la location scelta dalla Cosa per essere intervistata è il Mc Donalds. Imbacuccata con pashimina e occhiali da sole per non farmi riconoscere dagli addetti come la Ellen che frantumò la vetrina con un bicchiere di Martini, sospiro ed entro nel locale. Alla domanda Coca o Fanta? Da parte della ragazza del banco, rispondo – Martini, no? La Cosa incalza subito gridando – Un Happy Meaaaaaaaaaaaaaaaaaaal… Un Happy Meaaaaaaaaaaaaaaaaaaal… Happy Meaaaaaaaaaaaaaaaaaaal… Ci sediamo a uno dei tavolini e in mezzo a una confusione di bambini urlanti e deliziati dai panini del Mc comincio la mia intervista sgranocchiando le patatine… Ellen: cosa… cosa… cosa… - dico mentre verso una mini bottiglia di martini nel bicchiere della coca cola - un soprannome che dice tutto e non dice niente… hai sempre cercato di scrollartelo da dosso, ma non ci sei mai riuscita. Più o meno come l’ultima goccia di pipì che se non l’asciughi ti lascia l’alone giallo sullo slip. Hai già fatto richiesta di cambiare nome oppure vuoi girare sempre con le mutandine sporche?
Cosa: Ammoure…- dice alla pupa maniera - a malincuore ho accettato questo soprannome primo per via del significato che proprio non sa di carne né pesce, ma poi sentendo i vari Rita Esau, Babby-teskja-Annal, Pinzetta…etc…etc… son felice e soddisfatta di cotanta nomina. Anche se all’inizio il soprannome affibbiato da Alice veniva detto con disprezzo senza motivazione…… vabbè ormai è tutto superato. Ormai mi presento così : “Felice e orgogliosa, piacere La Cosa”…
Ellen: mi ricordo quando ci siamo conosciuti la prima volta… era una torrida estate e tu eri in vacanza presso la villa della Babby… nella valigia un sacco di profilattici, tante aspettative ma anche una damigiana di MOM antipiattole… avevi paura che ti aggredissero le piattole della babby o cosa? ...non è a te… anzi no, sta volta è a te!
Cosa: Guarda, ricordo quella vacanza con grande commozione soprattutto per le occhiaie sul nero cangiante che la babby aveva di giorno in giorno tipo Panda. Macchè preservativi e robe varie, se solo li avessi portati, la babby avrebbe trovato una scusa per usarli ed io mi son solo messo in brutta luce (non che ci voglia molto) per NON farmi desiderare. Poi ad un tratto mi son illuminato di immenso quando mi è stato detto che ci avrebbe raggiunto Miss Ellen in un pomeriggio di strana “attività” (cioè di NON passività) e da lì è cominciato il sodalizio.
Ellen: posizione di spicco nel panorama delle Associazioni, hai fatto dell’Arcicosa un punto di riferimento per la frustrata classe operaia del territorio brindisino… il nuovo color blu puffo della facciata dell’Arcicosa vuol dire qualcosa in particolare, oppure era solo per ricordare che voi puffi siete così, alti una mela o poco più e che puffate su e giù?
Cosa: Che ci vuoi fare, devo difendere la mia categoria e dopo aver girato con quegli altri 3 dementi I FANTASTICI 4, son ritornato da Hollywood riprendendo la mia vita di tutti i giorni. La mia vita sa di puffo, sono un puffo, Dio è stato avaro in altezza ma ha abbondato in……… ehm… ehm… come dire….. aspè il cell….. “Pronto! Ehiiiii Pinooooo sono! Amici miei sono! Tutti au narcisssss!!!!!!”….. scusate è il mio ALTER EGO….Pino Bigodini. – Sorrido all’idea di una Cosa parrucchiera poi continuo a mangiucchiare il panino e l’intervista
Ellen: gridi sempre “AL RUBAPRESENZE”… un po’ come l’agnellino di un vecchio cartone animato gridava AL LUPO… ma secondo te, chi ti ruba le presenze lo fa di proposito o per sbadataggine?... ci vuoi raccontare un episodio?
Cosa: Questo ancora lo devo capire se lo fanno per sbadataggine o di proposito. Cmq dopo la mia lunga permanenza in chat ho socializzato con qualsiasi ceto sociale… quindi chiunque avrebbe rimorchiato su Lecce e prov sarebbe incappato in qualche persona già da me conosciuta e archiviata nel DATA-COSA-BASE. Il fatto più eclatante fu una presenza sposata che mi corteggiava da mesi, con la quale ankora non c’era stato un appuntamento. La vede la babby e se la fa. Senza pudore e rispetto per le lunghe notti perse e il sangue “scittato” (buttato) a convincerla a vedermi. Poi sta presenza ha fatto soffrire la babby e quella è stata la mia vendetta. Un po’ quando un attivo fa un giro in bici, prende una buca, perde il sellino e si siede di botto su quel che rimane…. – Rido, anche se mi si stringe lo sfintere al solo pensiero
Ellen: campionessa e istruttrice di STEP estremo… hai vinto mai medaglie d’oro per questo sport così pericoloso? Pensi di andare alle olimpiadi di Pechino 2008? E poi, quando dici che tu fai lo step, significa che ti fai STEP della chat?
Cosa: Guarda, la mia passione nasce da giovanissima a 20 anni. Mi son specializzata il periodo in cui la pupa non aveva altro e ci sentivamo. Diplomata a Ravenna in un torbido week-end di luglio, ritengo di essere bravina e di non insegnare per mancanza di tempo. Step dopo step mi sarebbe piaciuto arrivare a Pechino, ma poi c’ho rinunciato….troppo vicino a Costanza Show…. Per quanto riguarda Step della chat è nu bell piccinn… ma nn tutti possiamo piacere, quindi incasso la sconfitta e giro pagina al mio libro di vita intitolato “NON SAI CHE FARE? TU DALLA….TANTO AL RESTO CI PENSANO GLI ALTRI”
Ellen: la Cosa in numeri… almeno 16 SIM, 10 telefonini, 1 console di pc da far paura alla NASA, 54 account su internet, 170 cm x 60 kg, 2 occhi azzurri, 70 presenze all’anno, più di 1000 contatti su msn, e 15000 km consumati fra i parcheggi di Lecce e Taranto… ho dimenticato qualcosa?
Cosa: Più o meno…. Qualche numero è sballato …………..peròòòòòòòòòòòòòòòòòò…..
Ellen: Qualcuno dice che sei un hacker… che entri negli account delle presenze per scoprire i loro segreti in modo che poi si innamorino di te… è fantascienza oppure c’è un fondo tinta di verità?
Cosa: Macche quelle sono presenze analfabete di internet e di informatica, non capiscono un cazzo, anke perkè se lo capissero, io ce l’ho un cazzo e lo potevano usare, invece di stare a perdere tempo a frignare o a discutere. Sono come quei prodotti con su impresso AGITARE PRIMA DELL’USO. Cmq sono presenze povere a loro…… Baciamu lu muertu
Ellen: qualcun altro dice che hai la faccia come il culo per via della tua sfacciataggine… vogliamo sfatare questo mito…su dai togliti quel cappello a forma di mutandine…
Cosa: qua hanno esagerato… Non è vero, anzi sono emotivamente introverso e le presenze non le riesco mai a fermare per non beccarmi un sonoro NO. Però è capitato, non uso cappelli se ho la faccia da culo e quindi sarei un nudista…
Ellen: rinvanghiamo il passato e parliamo dell’Inglesina, la tua ex presenza storica… tutti noi ci siamo sempre chiesti… ma come facevate a comunicare fra di voi, visto che l’Inglesina non spiaccicava una parola d’italiano e tu neanche una parola d’inglese?
Cosa: Bella domanda… - dice ficcandosi in bocca l’ultimo pezzo di panino - Abbiamo trovato un compromesso…. Il tarantino. La babby mi è stata di molto aiuto e mi dava ripetizioni perché io mai e poi mai devo sfigurare. Devo essere sempre splendido splendente alla Rettore per intenderci….
Ellen: al momento ci sono presenze che occupano il cuore della Cosa?
Cosa: Che occupano il cuore no… che mi hanno messo in stand–by da 2 mesi per permettere di conoscerlo quello sì…. Tu stessa confidandomi mi hai detto ke ho taaaaaaaaanta pazienza….. E c’hai ragione. La mia unica preoccupazione è ke il DATA_COSA_BASE non lo sto aggiornando. E io mi danno l’anima per questo.
Ellen: se dico… “bell’occhio, peccato per tutto il resto”… a cosa pensi?
Cosa: Primis….Alice……secondis……la skinnessa…….terzis……tutto l’arcidudi in blocco
Ellen: recentemente hai cambiato auto…
Cosa: Ad agosto 2007 esattamente….. una medium mi disse che avrebbe comprato la Babby la mia stessa auto ed io mi son portato avanti col lavoro per non averla uguale. Non potevo rischiare che mi lampeggiasse tutta Italia scambiandomi per lei.
Ellen: sogni nella pochette?
Cosa: Anche se non mi crederai mai…. L’amore bello e passionale…. anche solo per poco. Ho voglia d’innamorarmi dopo che l’inglesina è rimpatriata tornando a corte della regina Elisabetta diventando la dama di Camilla (non la dj), moglie di Carlo d’Inghilterra.
Ellen: martini bianco o rosso?
Cosa: Ho avuto modo di assaggiarli entrambi al tuo compleanno…. Apprezzo quello bianco classico, il rosso mi fa pensare al ciclo mestruale e sinceramente non mi va. Cmq il giorno del tuo compleanno eri stupenda….. un Fisichella da paura…..anche se prima o poi Morremo insieme dopo esserci prese a sassate al ninfeo, tramortite e buttate con tutta l’auto giù per un dirupo solo per aver fatto gli stop alla persona sbagliata…. A proposito…ti saluta il topo… in questo periodo sta pelando i pomodori dice…pover’a lei.
Ellen: Uuuh il topo… grazie… ricambia i saluti – dico pensando che anche lui mi aveva chiesto di intervistarlo quase sei mesi fa - Qual è la prima cosa che pensi quando vedi un bicchiere di Martini vuoto?
Cosa: La tristezza, la malinconia. Appena comincia a soffermarmi su quel bicchiere vedo invece materializzarsi il tuo viso che mi dice con tutta serietà…. “VABBè MA LU MARTINI A DU STAI CA NU LU STA VISCIU……. AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHH” Traduzione per i non Brindisini-Leccesi“VABBè MA IL MARTINI DOVE STA CHE NON LO STO VEDENDO…AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHH” La frase deriva da Ellen, filmata da una telecamera interna di un supermercato, che dice di non trovare il martini tra gli scaffali…. Poi non vede una botola aperta…e ci cade miseramente. Video disponibile da me…
Rido di gusto e in mezzo alla confusione di bambini prendo un altro sorso della mia coca corretta, poi dico alla Cosa - fatti una domanda e dai una risposta….
Cosa: Rispondo ad una domanda rimasta in piedi da anni e rivolta a me dal presidente che diceva : “Ma tu me l’ha spiegà mò…ce cazz fasc h24 collegato…. Mo’ la disc’r…” Socializzo e porto ordine nelle chat….senno sai che bordello… Beh certo… meno male che ci sei tu… - dico e mentre stiamo lasciando i tavolini la Cosa mi grida che sono impazzita a lasciare tutto il Martini li nel bicchiere della coca cola. Mi volto, prendo il bicchiere e lo metto nel vassoio accanto all’happy meal di un bambino – cara, dobbiamo pensare alle generazioni future… ELLEN INTERSVISTA LA PUPAParcheggio la macchina con non curanza, rischiando di mettere sotto il custode. Esco dall’auto, passo davanti al parcheggiatore, che con la mano rivolta verso di me, cercando di essere anche spiritoso, bofonchia qualcosa tipo – signorina, ma è ubriaca? Mi stava quasi passando sopra! Mi fermo, barcollo un istante e lascio le chiavi dell’auto sul suo palmo della mano. – signorina, non stiamo mica a Hollywood! Mi volto, lo guardo e sorrido. Certo, l’Hollywood si trova a Milano. Questa è solo una discoteca di provincia, penso, mentre mi avvio verso l’ingresso. Sono un po’ intimorita. Non è la prima volta che entro in una discoteca gay, ma questa è la prima volta che ci vado da sola. Sulla porta trovo un energumeno che mi ostruisce il passaggio, facendo deviare anche le onde sonore della musica che proviene dall’interno. Mi dice – dove va, signorina? Questa sera c’è una festa privata… Barcollo un passo indietro per inquadrarlo meglio. Stavo già preparando una risposta quando si affaccia Eddie, l’organizzatore della serata, che mi fa accomodare. Mentre gli dico che ho appuntamento con la Pupa per l’intervista, lancio l’occhio ai bellissimi ragazzi che passano. Allora chiedevo – Ma anche lui è gay?... E quello? – Alla sua risposta positiva, mi rammarico, mormorando che è solo un peccato e uno spreco. All’ennesimo strafigo, penso che sarebbe meglio aspettare la Pupa nel suo camerino. Lascio Eddie al suo lavoro e con il sangue amaro che mi pulsa nelle arterie, mi ritrovo davanti alla porta del camerino. Sembro Indiana Johns davanti alla porta del Tempio perduto. Ho sempre sentito parlare dei fasti del camerino della Pupa e finalmente lo potevo vedere con i miei occhi. Apro la porta, come se fosse un passaggio segreto e con cautela e con circospezione entro. Cerco l’interruttore della luce. Eccolo. Ansimo. Ho paura che un orda di scarafaggi mi assalga, o che il pavimento sprofondi nell’ignoto e, invece, la luce illumina il camerino e non succede nulla. Una baraonda di scatoloni, sedie e materiali delle pulizie emergevano dalla marea di vestiti di scena, disposti su varie file e gli scaffali stracolmi di parrucche dai colori più svariati. In un angolo uno specchio, grande. Vicino un paio di poltroncine imbottite e una bottiglia di Martini già iniziata. Senza esitazione la prendo e mi verso subito un bicchiere. Me lo scolo subito e me ne verso subito un altro. Barcollo di nuovo verso i vestiti con il mio Martini in mano. Passo in rassegna tutti i vestiti della Pupa… argentati, dorati, paiettati, lunghi, corti, cortissimi, quasi invisibili… toh… c’è anche un vestito da sposa. Sono in estati. Appoggio un attimo il bicchiere e mi provo subito qualcosa. Prendo il vestito lungo argentato paiettato, che sembra molto quello che Marilyn Monroe usò nel suo personale happy birthday al Presidente Kennedy. Mi stava un po’ stretto. Probabilmente l’ho slargato. Prendo una parrucca biondo platino dallo scaffale, me la sistemo in testa, prendo il bicchiere di Martini e avvicinandomi allo specchio comincio a cantare in modo sensuale “Happy Birthday toooo youuuuuu”. Ma durante la mia prestazione mi cade l’occhio su una valigetta posta su un tavolinetto. Mi guardo intorno. Sono incerta. Apro o non apro? Passo il bocchino con la sigaretta nella mano destra, che manteneva già precariamente il mio bicchiere di Martini e con la mano sinistra apro la valigetta. Una luce si sprigiona dall’interno. È la valigetta dei trucchi della Pupa. Una miriade di colori di tutte le tonalità dell’iride era distesa in quella borsa. Rimango un istante senza fiato, quando sento dall’esterno urlare il nome della Pupa dai ragazzi della disco. Sobbalzo dalla paura, facendo versare inavvertitamente tutto il martini sui trucchi della pupa. Chiudo subito la valigetta. Mi guardo intorno e mentre mi strappo da dosso il meraviglioso vestito paiettato, l’unica cosa che mi viene in mente è di nascondermi dietro una parete di boa di struzzo e camicette di chiffon; proprio in quel momento sento la Pupa aprire la porta salutare i suoi amici e fare i primi passi nel camerino. Mentre il mio cuore batteva più di una prostituta, sento la Pupa annusare nell’aria e dire – Ma cos’è tutto questo casino… Eddieeeee! – Grida la Pupa - Che strano… c’è un forte odore di Martini… Ellen, sei tu?... dove ti sei nascosta? – E in quel momento sento la Pupa avvicinarsi, la cascata di boa di struzzo aprirsi e la luce accecarmi. - Maledetta, perché ti sei nascosta? – Mi dice Giuseppe con il suo cappellino griffato ed io, con addosso solo un boa di colore lilla che mi copriva le nudità grido – Sorpresa!!! – cercando di sorridere, mentre con un piede cerco di nascondere il vestito paiettato che ho stropicciato. Mentre spiego che sono arrivata direttamente da Lecce per un’intervista esclusiva alla più belle delle Drag pugliesi, mi ricompongo con i miei vestiti. Quando ci sediamo sulle poltroncine, la Pupa sembra essersi calmata, quindi apro la borsetta, accavallo la gambe, prendo il registratore, lo accendo e stappo la prima domanda.
Ellen: Giuseppe all’anagrafe, ribattezzato Pupa dagli amici, trasformata in “Dea del Parcheggio” per via delle tue frequenti scorribande ai cantieri navali per cercare qualche “presenza”, salita sul palco di una discoteca gay quasi per scherzo, inneggiata come la “Drag Queen della porta accanto” dai ragazzi dell’Arcidudi e acclamata come la “Ragazza con la pistola”… ma oggi… chi è la Pupa?
Pupa: Oggi la Pupa è quella che è sempre stata, una gran Puttana! Vedi, Ellen… l’ambiente delle drag queen è come l’ambiente della giungla, un mondo di tigri feroci che si nascondono dietro convenevoli e bacetti. Però dentro, si sentono tutte delle REGINE! Io non mi sono mai sentita una regina, piuttosto ho imparato a convivere con una parte di me più estroversa e guerrigliera.
Ellen: vuoi raccontarci la tua prima volta sul palco? Cosa hai provato mentre tenevi il microfono in mano?… ma soprattutto cosa hai provato quando tutti quanti gridavano il tuo nome e qualcuno diceva….. “quant’è femmina!”?
Pupa: Quando Eddie, l’organizzatore delle serate gay mi ha dato l’ok per l’esibizione, ho pensato che volesse tenermi contenta una volta e poi accantonarmi come un esperimento simpatico! – Non so perché ma ho pensato subito a Frankstein, ma mi sono subito concentrata su quello che la Pupa dice – Invece, ho avuto talmente tanti applausi, che d’istinto ho guardato la faccia di Eddie e l’ho sorpreso con un cocktail in mano e il sorriso sulle labbra. Allora ho pensato “forse non sono andata cosi male”. Così è stato. Adesso il palcoscenico è il mio vero hobby e sono convinta che quando uno si diverte alla fine gli altri lo premiano! quello è stato un giorno indimenticabile, perché è nata la Pupa che tutti conoscono!
Ellen: ti senti più DRAG o più QUEEN?
Pupa: Certamente gioco molto a fare la vamp e a volte il mio modo di fare è molto plateale, ma sicuramente quattro ore di trucco, di vestizione e di preparazione mi ricordano che sono soprattutto un ragazzo che canta con una impalcatura addosso, per dovere di cronaca devo dire che il mio trucco è ora molto copiato e la cosa non mi da fastidio, vuol dire che il mio look colpisce!
Ellen: tutti sanno che quando sei entrata al Cocomeros, uno dei tanti locali usati da Eddie e Walter, hai scalzato la DRAG storica di quella disco… ( lady Godiva), quale “trucco” hai usato? Intanto ci siamo alzate e la Pupa ha cominciato a curiosare nel suo guardaroba probabilmente per scegliere l’abbigliamento per la serata. Pupa: Non si può parlare di trucchi se non quando ci si riferisce al make-up! In realtà la drag queen resident era già molto famosa, ma anche molto stanca. Io, invece, ero fresca e riposata e ho cominciato con entusiasmo a imparare i trucchi del mestiere, è stata una fortuna essere artisticamente l’opposto di Lady Godiva. Grazie a Dio eravamo entrambe necessarie, perché talmente diverse da non poter sostituire l’altra quando occorreva. Oggi anche io ho imparato ad apprezzare brani drammatici, all’epoca mi sentivo addosso solo pezzi spiritosi – dice mettendosi in testa una parrucca bionda stile Carrà - anche in questo mi sento molto cresciuta.
Ellen: ma è vero che quando litigate fra voi Drag, invece di insultarvi, vi sfidate a chi si trucca meglio e più velocemente? – dico lanciando uno sguardo fugace alla valigetta dei trucchi e maledicendo il fatto di non essermi morsa la lingua prima di quella domanda
Pupa: In parte è vero. Ho conosciuto altre drag. Qualcuna sente molto la competizione e soffre del successo delle altre… Dio bono non mi riferisco a nessuna in particolare, niente polemiche! – dice proprio mentre stavo alzando un dito per interromperla - Io non penso mai alle altre drag queen, preferisco prendere le distanze, perché sinceramente più che al trucco e all’abito ci tengo alla spontaneità e alla solidarietà. Ammetto gli insulti e le baruffe solo per gioco sul palcoscenico. Non ho mai visto Vladimir Luxuria o Platinette sminuire le colleghe… poi diciamocelo, in Puglia ci saranno due o tre Drag queen valide… chi è in attesa di operarsi per togliersi l’uccello non mi può dire che è una Drag queen… diamo a Cleopatra ciò che è di Cleopatra! Una trans rimane una trans, anche se imita Mina o Anna Oxa! A me piace ELEONORA MAGNIFICO, ma lei e’davvero magnifica, non è un gioco di parole e basta. Mi piace molto anche Lady Godiva, è brava anche LAWANDA GASTRICA, che non l’ho mai visto dal vivo ma solo su youtube! Devo dire che la mia rivalità leggendaria con l’esotica Lady Godiva ha fatto la mia fortuna, a Bari non ci sono due dive che si combattono a distanza.
Ellen: molto spesso ti hanno detto “bellaaaa, ormonati…” cosa stai aspettando?
Pupa: Qui entriamo nel privato. Il luogo comune che un uomo che indossa abiti femminili sia una femmina fatta e finita serpeggia molto nell’ambiente gay. A Taranto ho delle conoscenti trans che dicono ormonati al 50% dei ragazzi che circolano nella discoteca! Io non ho peli sulla lingua, e se ci sono non sono i miei, quindi posso dichiarare di non essere interessata ad avere la vagina che già di per sé mi fa senso addosso alle altre figuriamoci addosso a me! Intendiamoci, sono tendenzialmente sessualmente attivo, tanto per usare un gergo caro all’ambiente gay – La Pupa mi sorprende mentre sorrido e forse nei miei occhi legge anche che su questo fatto non ci crede nessuno. Poi mi ricompongo subito dopo quando entra nel camerino un ragazzo alto un metro e novanta in una canotta taglia S, con un vassoio con una bottiglia di Martini e due bicchieri. Forse per la prima volta non intimorita dal Martini e oso neanche guardare la bottiglia. Quindi continuo con l’intervista.
Ellen: qualche anno fa hai subito un intervento chirurgico… ma è vero che hai scambiato la tua cartella clinica con quella di una donna in attesa di protesi al seno?
Pupa: Ricordo quel periodo e ricordo soprattutto la solidarietà di tantissima gente preoccupata per la mia salute, quella donna che attendeva la protesi al seno pare che dopo aver praticato me abbia finito per prendere i voti e si è definitivamente votata al Signore! Devo ammettere che meno rivali ho in giro e più uomini riesco a conquistare, e non a colpi di tette, intendiamoci…
Ellen: cosa rispondi a quelli che dicono che sei più femmina quando sei Giuseppe piuttosto che quando sei la Pupa?
Pupa: A chi mi fa certe osservazioni, gli ricordo il suo ruolo a letto, chiaramente scherzo… è inutile andare troppo per il sottile, a me piace fare la femmina anche quando sono Giuseppe perché come tutti gli omosessuali prendo in giro ora la zia, ora la nonna, ora la commessa dell’upim, non credo che recitare il ruolo del cowboy faccia per me, a me piacciono i cowboy però la pistola ce l’ho io.
Ellen: raccontaci cosa accade dietro le quinte prima dello spettacolo…
Pupa: Bella domanda! approfitto per chiedere a tutti di non venire in camerino perché la confusione rallenta la mia preparazione… in effetti ricevo molte visite in camerino. C’è chi vuol sapere prima la canzone che porto sul palco, c’è chi mi chiede di potersi esibire con me, c’è chi mi lascia il numero di telefono, c’è chi mi ruba i trucchi – io deglutisco paurosamente – c’è chi mi racconta pettegolezzi… insomma in camerino la Pupa è più viva che mai e io divento per tutti l’amica stordita e oca a cui chiedere consiglio, o raccontare gossip privati! Infine, anche quel momento in camerino fa parte del biglietto d’ingresso.
Ellen: ti hanno mai fatto proposte indecenti mentre impersoni la Pupa?... ma soprattutto cosa dice la signora del supermercato sotto casa quando scendi a comprare il latte con le zeppe, la parrucca rosa e quel filino di trucco che ti contraddistingue?
Pupa: In realtà le proposte indecenti me le fanno davvero, e che devo fare? C’è chi guarda a me come un’attrice buffa e c’è chi guarda a me come un surrogato della donna vera, ma con meno piagnistei! Quando si tratta di sesso la parola indecente non ha significato, tanto è indecente la castità e il tabù sessuale, tanto la fantasia a letto è il sale per mantenere un rapporto vivo! che si sappia, la Pupa a letto è sfrenata! La signora del supermercato lo sa bene visto che dopo aver parlato del carovita, di Berlusconi e della guerra in Iraq finisce sempre per chiedere come mai suo marito “viene” dopo 5 minuti e poi si gira dall’altra parte! Vorrei dirle la verità, che quel figone di suo marito l’ho fatto sfogare io nel pomeriggio e gli ho dato quello che lei non potrà mai dargli… intendiamoci parlo dell’uccello, ma poi ho pietà di lei e mi limito a consigliarle di cucinargli un piatto di vongole e di ostriche per eccitarlo! Cosa volete? ancora oggi i migliori amanti per gli uomini sono altri uomini, questa è una verità scomoda ma quando le donne capiranno che c’è una parte in tutti gli uomini che si eccita solo con altri uomini, forse queste donne comprenderanno che il sesso atavico antico delle caverne non è fatto di profumi e movenze feline, ma è una lotta senza esclusione di colpi, e quei colpi sono colpi dal di dietro.
Ellen: Parliamo d’amore… al momento per chi batte il cuoricino della Pupa?... esiste un “pupo”?
La Pupa si ferma appoggia i vestiti su una sedia poi mette le mani sui fianchi e grida - Ahi ahi ahih, Ellen tanti giri di parole per sapere alla fine se sono innamorata ? La risposta è Si! Sono innamoratissima di un bel maresciallo alto bruno con una manciata di peli sul petto e gli occhi grigi. Certo lui ancora non lo sa, mi guarda quando ci incrociamo e istintivamente arrossisce, perché sa dentro di se che gli sconvolgerei la vita! Il problema è proprio questo… è sposato… ma benedetto Iddio la moglie mi sarebbe persino grata visto che l’aiuterei a stancarlo a letto… ad occhio e croce s’intuisce dalla patta dei pantaloni che c’è di che fare ginnastica per settimane. Tutti pensano che la gelosia è obbligatoria per una moglie. Balle!!! La maggior parte delle mogli a letto si fa venire il mal di testa, la Pupa no! Io so bene che se alcune donne sono inibite a letto e considerano blasfeme certe pratiche invece proprio certe pratiche un uomo le chiede ad un altro uomo, purché si vesta da donna ed è quello che faccio io, vi pare? Scherzi a parte, naturalmente, sto vivendo una storia d’amore bellissima ma voglio che rimanga privata perché riguarda Giuseppe e non la Pupa, la Pupa e’di tutti, Giuseppe è solo di chi dico io.
Ellen: facciamo un salto indietro e parliamo dello “schifo tuo”… un tempo il parcheggio di Taranto era area off limits… la casetta del parco della rimembranza era il “Tempio della Pupa” e tu la Dea del Parco… se i muri della casetta potessero parlare si scriverebbero pagine e pagine di storia di battuage tarantino... vuoi raccontarci qualcosa di quei tempi ormai andati? | ||||||||||